Festival dei giovani dell'Appennino

Ci sono due mondi. Uno è il mondo, l'altro è il mio paese

Franco Arminio

Il Festival dei giovani dell'Appennino è un'idea assolutamente innovativa per la gioventù dell'Italia dei paesi. Se coltivata, potrà coinvolgere l'intero arco appenninico dalla Liguria all'Aspromonte, e divenire un riferimento nazionale.

Post

Seconda edizione del Festival dei giovani dell'Appennino: 10 paesi, 4 regioni italiane

10 paesi, 4 regioni italiane. Abruzzo, Molise, Toscana, Lazio. La seconda edizione del Festival dei giovani dell'Appennino entra nella fase più entusiasmante del suo percorso organizzativo.

Lo staff

Jun 3, 2022

Leggi tutto >

Il motore del nichilismo attivo

Pochi sono i giovani d'oggi inconsapevolmente, chi più chi meno, militanti di un nichilismo cosiddetto "attivo", il quale affonda le proprie radici in una realtà avversa soprattutto per gli erranti abitanti dell'entroterra appenninico, per quei "restanti" che oscillano dai 15 ai 30 anni.

Davide Moscatelli

May 16, 2022

Leggi tutto >

Per le strade sconnesse e antiche. La lezione di Pier Paolo Pasolini sui paesi

La lezione di Pasolini in "La forma della città" (1974), a cent'anni dalla sua nascita, insegna a percorrere le strade sconnesse e antiche senza nome, quelle che lambiscono l'Italia che c'è dentro l'Italia.

Filiberto Ciaglia

Apr 20, 2022

Leggi tutto >

Avvisi

Chi siamo?

Siamo ragazzi e ragazze che abitano l’Italia dei margini, l’arco appenninico che percorre da nord a sud la penisola e custodisce un immenso patrimonio culturale e ambientale. Alla profonda crisi demografica che caratterizza questo tempo si affianca una conseguente spersonalizzazione dei luoghi, sancita dal graduale allentamento del nodo che lega da millenni paesaggi e abitanti.

Il Festival dei giovani dell’Appennino rappresenta il primo evento culturale dedicato ai giovani e alle giovani dell’entroterra, con l’obiettivo di mettere a sistema idee e progetti per lo sviluppo territoriale e la lotta allo spopolamento dei centri minori.

Proveremo a progettare, di anno in anno, un modo policentrico di intendere l'Italia, una strada senza ostacoli per chi cresce dove il freddo arriva prima, un ambientalismo non di passerella, l'azzeramento del consumo del suolo, un modello di sviluppo che affondi le radici nel paesaggio e che abbracci patrimonio culturale (materiale e immateriale) e innovazione tecnologica.

Laddove si racconta che niente rimane, noi vi abbiamo visto il mondo e abbiamo acceso un riflettore.

I nostri Partner